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Mi sveglio di notte inseguendo ombre,
neon spezzati brillano nella mia mente,
fantasmi di luce mi trascinano via
tra i corridoi segreti del sonno.
Se mi guardo non mi riconosco
vedo una zona buia che mi copre
il tempo è lì, tra pensieri negati
che prendono forma come lame
La città sussurra in lingue di ferro,
mi avvolge con il suo respiro stanco,
tra il fumo dei bar e il silenzio dei tram
mi perdo, goccia nell’onda della routine.
Il cuore batte al ritmo del ronzìo,
lampioni tremano come vene di fuoco,
le strade si ànimano nel buio
e io cammino, ombra che cerca se stessa.
Ogni passo è domanda senza volto,
ogni dubbio graffia il cemento del pensiero,
resto in bilico tra il credo e il timore,
tra la promessa e il vuoto che chiama.
Eppure il vento canta un lamento segreto,
la ferita si apre come un altare,
mi tiene, mi spinge, mi fa danzare
tra ombre e bagliori che non conoscono fine.