ASPETTAMI MAMMA – ELIAS FOSCHI
Aspettami Mamma racconta una corsa contro il tempo. Un aeroporto, un aereo da prendere, una madre lontana e la paura di arrivare troppo tardi. Nel viaggio riaffiorano parole non dette, distanze, silenzi e soprattutto quel “ti voglio bene” che troppo spesso crediamo di avere ancora tempo per pronunciare. Elias Foschi dà voce a una preghiera semplice e universale: “Aspettami ancora un poco, mamma. Sto arrivando.” E quando finalmente gli occhi di una madre riconoscono ancora quelli di un figlio, ogni distanza percorsa trova il suo senso.
🎙️ Voce: Elias Foschi
✍️ Testo: uDani
🎼 Musica: Elias Foschi
🌙 Produzione artistica: Laboratorio Musicale Lunaria
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Testo:
Venticinque aprile
Un aereo verso Sud.
Un pensiero soltanto:
Mamma… aspettami.
Sono ferma all’aeroporto, ma sto già volando,
la gente passa accanto, io ti sto già cercando.
Ieri mi dicevi piano: “Vedrai, passerà”,
oggi stringo una valigia e non so come finirà.
Ho freddo nelle mani, ho il cuore che non sa
se avrà ancora il tempo di dirti la verità:
che tutte le distanze, i silenzi e i nostri guai
diventano niente adesso…
se tu mi aspetterai.
Aspettami, mamma, aspettami ancora,
tienimi accesa una piccola aurora.
Sto attraversando l’Italia e la notte,
con tutte le cose rimaste interrotte.
Aspettami, mamma, non chiudere gli occhi,
ho ancora bisogno che tu mi riconosca e mi tocchi.
Tra il Nord che scompare e il Sud che verrà,
il mio cuore ripete:
“Mamma, aspettami là”.
Sotto l’ala le città diventano lumini,
le strade si confondono, scompaiono i confini.
Penso alla mia vita lontano da te
a quanto siamo stupidi quanto il tempo c’è.
Non conta chi ha sbagliato, non conta chi andò via,
davanti a una madre torna tutto nostalgia.
E mentre scendo al Sud vorrei fermare il cielo,
rubargli ancora un’ora e riportartela davvero.
Quando apro quella porta
tu sollevi gli occhi piano.
Mi riconosci ancora.
E cerchi la mia mano.
Mi hai aspettato, mamma, mi hai aspettato ancora,
hai tenuto per me l’ultima tua aurora.
Ho attraversato l’Italia, la paura e la distanza,
e nei tuoi piccoli occhi ho ritrovato casa.
Mi hai aspettato, mamma…
e quando sono arrivata
mi hai guardato piano:
“Adesso sei tornato”.
Sì, mamma.
Sono qui.
Adesso puoi riposare.
Io resto qui.
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